Si tratta di una tecnica tradizionale di tessitura praticata dalle donne beduine (popolazione araba nomade) negli Emirati Arabi Uniti. Tradizionalmente, gli uomini tosano capre e cammelli, mentre le donne si occupano di pulire e preparare la lana; il filato viene poi filato con un fuso a goccia prima di essere tinto con estratti vegetali locali, come l'henné o lo zafferano. Il Sadu viene tessuto su un telaio a pavimento utilizzando un'armatura a tela semplice, con colori tradizionali quali nero, bianco, marrone, beige e rosso. I disegni distintivi, sotto forma di strette fasce di motivi geometrici, riflettono sia l'identità sociale che l'ambiente circostante.
Questa intricata tecnica di tessitura veniva utilizzata per realizzare il bait al-shaar (tenda) beduino, con vari motivi Sadu impiegati per decorare i divisori interni della tenda. Anche i cammelli venivano spesso decorati con l'ataad (accessori per cammelli) realizzati in Sadu, con i disegni intrecciati che aggiungevano vivacità e colore alle selle e alle cinghie. Tradizionalmente, le donne si riuniscono in piccoli gruppi per filare e tessere, scambiandosi notizie di famiglia e, occasionalmente, cantando e recitando poesie.
In riconoscimento della sua importanza, nel 2011 il Sadu è stato aggiunto alla Lista dell'UNESCO del Patrimonio Culturale Immateriale che necessita di urgente salvaguardia.